7 marzo 2022
Amministrazione di sostegno: il patto di compenso all’avvocato deve essere autorizzato dal giudice?

Nuovo arresto della Cassazione in materia di amministrazione di sostegno e patto di compenso all'avvocato che cura l'azione risarcitoria del sinistro stradale che abbia causato gravi lesioni al beneficiario.

La Redazione

Il Tribunale di Vicenza emetteva decreto ingiuntivo a favore dell'avvocato, nonché attuale ricorrente, con il quale si ingiungeva al beneficiario dell'amministrazione di sostegno il pagamento di una data somma a titolo di competenze legali maturate per l'attività svolta a favore dell'opponente in sede di procedura stragiudiziale di liquidazione dei danni patiti per via di un sinistro stradale.
Il Giudice di seconde cure riformava la suddetta decisione in quanto il contratto di conferimento dell'incarico professionale (da considerarsi valido ed efficace) contemplava la previsione di un “premio” a favore dell'avvocato pari al 10% della somma riconosciuta al cliente quale atto di ordinaria amministrazione, senza la necessità di alcuna autorizzazione da parte del giudice tutelare, che comunque era sopravvenuta.
Contro tale decisione, l'avvocato propone ricorso per cassazione.

Con l'ordinanza n. 7420 del 7 marzo 2022, la Cassazione respinge il ricorso proposto dall'avvocato, tenendo conto che la Corte territoriale, nel valutare il carattere di atto di straordinaria amministrazione del compenso professionale pattuito nei termini descritti tra amministratore di sostegno e professionista, aveva rilevato che il Giudice tutelare aveva conferito al primo solo il potere di ordinaria amministrazione dei beni del beneficiario, rientrando in tale ambito la facoltà di scelta di un difensore di fiducia per la coltivazione della pretesa risarcitoria. Trattandosi di una valutazione di merito che non presenta, secondo gli Ermellini, alcun profilo di criticità, essa è esente da qualsiasi scrutinio in sede di legittimità.
Nonostante ciò, essendo una valutazione di merito che riguarda una «cornice» di diritto, la Corte conclude affermando il seguente principio di diritto: «In tema di amministrazione di sostegno, l'autorizzazione del giudice tutelare in ordine al compimento di atti di straordinaria amministrazione, da parte dell'amministratore che abbia solo l'esercizio dei poteri di ordinaria amministrazione, va compiuto tenendo conto degli effetti economici dell'atto autorizzato, cosicché in esso rientra anche il patto di compenso – in misura pari ad una percentuale dell'importo liquidato dalla compagnia di assicurazione ed a prescindere dalle tariffe professionali – all'avvocato, che curi l'azione risarcitoria per sinistro stradale che abbia cagionato gravi lesioni alla persona amministrata, ove questa sia priva di altre risorse economiche e con quel risarcimento debba amministrare la propria vita futura, in relazione alle conseguenti disabilità».