31 marzo 2022
Sì all'esecuzione del MAE anche se alcuni fatti puniti come reato unico nello Stato emittente non sono perseguiti in quello dell’esecuzione

La condizione della doppia incriminazione nell'ambito del MAE, inoltre, è soddisfatta quando l'interesse tutelato dal diritto dello Stato membro dell'esecuzione è analogo a quello considerato nello Stato membro emittente.

La Redazione

La giustizia italiana condannava l'imputato per fatti commessi durante i disordini del G8 di Genova, qualificati come «devastazione e saccheggio»; tuttavia, dopo che lo stesso si era rifugiato in Francia, le autorità nazionali si rifiutavano di dare esecuzione al MAE emesso dall'Italia nei suoi confronti.

La Corte di Cassazione francese, poiché per il diritto nazionale due dei sette fatti non concorrono ad integrare il reato contestato, investe la CGUE della questione, chiedendo se la lesione dell'ordine pubblico che le autorità italiane qualificano come elemento essenziale del delitto di «devastazione e saccheggio» sia rilevante ai fini della valutazione del rispetto della condizione della doppia incriminazione prevista dal diritto Comunitario.

Nella causa C-168/21 del 31 marzo 2022 promossa, interviene l'avvocato generale per formulare le sue conclusioni. Egli ricorda anzitutto che il diritto UE consente allo Stato dell'esecuzione di subordinare eventualmente l'esecuzione della pena alla condizione che si ottemperi al criterio della doppia incriminazione, ma poiché trattasi di un'eccezione alla regola del principio del riconoscimento della sentenza e di esecuzione, l'ambito di applicazione del motivo di rifiuto dev'essere interpretato restrittivamente.

Per quanto concerne il profilo della doppia incriminazione, la condizione fondante è che gli atti che hanno dato luogo alla condanna nello Stato emittente costituiscano reato anche in quello dell'esecuzione. A tal proposito è sufficiente che gli elementi di fatto alla base del reato sarebbero penalmente perseguibili anche sul territorio dello Stato membro dell'esecuzione se si fossero prodotti su quel territorio. Non è, quindi, necessaria l'esatta corrispondenza tra le componenti del reato, quale definito dalle leggi dell'emittente e dello Stato membro di esecuzione, né nella denominazione o nella classificazione di tale delitto secondo le rispettive leggi nazionali. Né tantomeno è richiesto che tutti i fatti costituitivi di un unico reato siano penalmente perseguibili nello Stato dell'esecuzione, essendo sufficiente anche una sola parte di questi.

Presupposto ciò, nel caso di specie la condizione della doppia incriminazione è soddisfatta poiché i fatti qualificati come delitto di «devastazione e saccheggio» sono penalmente perseguibili in Francia e tutelano il medesimo interesse. Di conseguenza, l'interesse tutelato dal diritto dello Stato membro dell'esecuzione è analogo a quello considerato nello Stato membro emittente. L'autorità francese non può quindi rifiutare di eseguire il MAE emesso.