11 novembre 2021
Le tabelle redatte dal Tribunale di Roma per la liquidazione del danno non patrimoniale sono più eque rispetto a quelle del Tribunale di Milano
La Corte di legittimità, riformando il proprio precedente orientamento, sostiene che per l'applicazione del sistema tabella sia sufficiente invocare lo stesso senza trascrivere negli atti, o produrre, le tabelle stesse ma devono essere applicate quelle redatte dal Tribunale di Roma.
di Avv. Alessandro Villa
Il caso

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Nel caso in esame la moglie e i figli di un paziente, deceduto a causa di un presunto errore commesso dai sanitari, avevano convenuto in giudizio l'Azienda ospedaliera competente al fine di ottenere la rifusione dei danni patiti. Il Tribunale di prime cure aveva liquidato il danno non patrimoniale, in assenza di specifiche deduzioni, quantificandolo in € 30.000,00 a favore del coniuge e in € 20.000,00 a favore di ciascun figlio. Tale differenza, a dire del Tribunale, è dovuta alla valorizzazione dell'intensità del rapporto di parentela e della circostanza della convivenza del coniuge che, per tale ragione, aveva vissuto più intensamente il dolore.
La Corte d'appello aveva, poi, confermato la sentenza in quanto gli attori non avevano articolato alcuna specifica doglianza idonea a contrastare la motivazione del Giudice di primo grado né avevano fornito elementi probatori in merito all'entità dello sconvolgimento delle abitudini familiari al di là del rapporto parentale. Infine, sempre a dire del Giudice di gravame, non poteva trovare accoglimento la domanda tesa ad applicare, ai fini della quantificazione del nocumento, le tabelle predisposte dal Tribunale di Milano in quanto non allegate agli atti difensivi. La vicenda è giunta, poi, avanti alla Corte di Cassazione ove il ricorrente chiede la cassazione della decisione resa dalla Corte d'Appello fondando il ricorso su due motivi specifici.

Il diritto

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Con il primo motivo il ricorrente lamenta che, ai fini dell'applicazione del sistema tabellare, sia sufficiente l'invocazione dello stesso e non la produzione in giudizio della tabella e delle indicazioni ivi contenute. In primo luogo la Corte ribadisce di aver già avuto modo di precisare (Cass. Civ., 21 aprile 2021, n. 10579) che le tabelle di liquidazione del danno non patrimoniale, redatte da alcuni Tribunali, rappresentano la concretizzazione della clausola generale di valutazione equitativa ai sensi dell'art. 1226 codice civile e tali resteranno sino all'adozione della tabella unica nazionale prevista dall'art. 138 Codice delle Assicurazioni Private.
Orbene la costante giurisprudenza di legittimità, sin dal 2011, sostiene che ai fini dell'applicabilità del menzionato sistema liquidatorio sia necessaria non solo l'invocazione ma anche la produzione della tabella stessa o la trascrizione di detta, per estratto, negli atti difensivi in quanto non qualificabili come fonte di diritto. Fatta tale premessa, con un deciso revirement, il Collegio precisa che tale principio deve ritenersi superato in quanto l'informatica giuridica oggi giorno costituisce un mezzo universalmente diffuso per l'accesso al sistema tabellare in generale, e non solo per quelle milanesi, di liquidazione del danno non patrimoniale con il conseguente corollario che, ai fini dell'applicabilità, deve ritenersi sufficiente il richiamo a detto sistema. Tuttavia nonostante nel caso di specie si sia invocata l'applicazione delle tabelle meneghine queste non possono essere ritenute idonee a garantire una adeguata valutazione del caso concreto e una uniformità di giudizio per casi analoghi e, pertanto, deve preferirsi il sistema a punteggio (…n.d.r. le tabelle redatte dal Tribunale di Roma…) che prevede la modularità delle circostanze di fatto rilevanti e l'indicazione dei relativi punteggi al fine di quantificare il danno non patrimoniale.
Ne consegue che sul punto la sentenza deve essere cassata ma il Giudice di rinvio dovrà applicare le tabelle redatte dal Tribunale di Roma che garantiscono una maggiore equità fermo restando la legittimità delle tabelle meneghine con riferimento alla liquidazione del danno biologico. Con il secondo motivo i ricorrenti censurano la decisione resa dalla Giudice di gravame avendo, quest'ultimo, liquidato il danno senza alcuna connessione a parametri arbitrari.
Sul punto il Giudice di legittimità ha osservato che la motivazione non è una caratteristica solamente formale dell'atto ma è la sostanza della stessa in applicazione dei principi della nostra Carta fondamentale dei Diritti e del codice processuale. Pertanto la liquidazione equitativa del danno, priva di una specifica e precisa motivazione del percorso logico seguito dal Giudice, non viola solamente i principi processual-civilsitici ma anche l'art. 1226 c.c.. Ne consegue che anche sotto tale profilo la decisione deve essere cassata non avendo, il Giudice di merito, spiegato il passaggio logico fra le circostanze evidenziate e gli importi riconosciuti.

La lente dell'autore

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La Corte, con la decisione in esame, ha espresso i seguenti principi in diritto:

« ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale mediante il criterio tabellare il danneggiato ha esclusivamente l'onere di fare istanza di applicazione di detto criterio, spettando al Giudice di merito di liquidare il danno non patrimoniale mediante la tabella conforme a diritto »

« al fine di garantire non solo una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l'uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, il danno da perdita del rapporto parentale deve essere liquidato seguendo una tabella basata sul sistema a punti, che preveda, oltre l'adozione del criterio a punto, l'estrazione del valore medio del punto dai precedenti, la modularità e l'elencazione delle circostanze di fatto rilevanti, tra le quali da indicare come indefettibili, l'età della vittima, l'età del superstite, il grado di parentela e la convivenza, nonché l'indicazione dei relativi punteggi, con la possibilità di applicare sull'importo finale dei correttivi in ragione della particolarità della situazione, salvo che l'eccezionalità del caso non imponga, fornendone adeguata motivazione, una liquidazione del danno senza fare ricorso a tale tabella » .

Se da un lato, con il primo principio formulato, la Corte facilità l'utilizzo del sistema tabellare nel prosieguo, con il secondo principio, genera incertezza su quale tabella si debba utilizzare essendoci, allo stato, due diversi indirizzi uno che privilegia le tabelle meneghine e l'altro che preferisce l'applicazione di quelle romane. Sarebbe, pertanto, opportuno un intervento delle Sezioni Unite sul punto.


Si segnalano i seguenti riferimenti:

Conferma
  • Cass. Civ. n. 10579/21
Orientamento contrario
  • Cass. Civ. n. 11719/21
Precedenti contrari
  • Cass. Civ. n. 27562/17
  • Cass. Civ. n. 17678/16
  • Cass. Civ. n. 12397/16
  • Cass. Civ. n. 12408/11